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AL VIA IL “REDDITO DI CITTADINANZA”

Al via il tanto atteso “redditto di cittadinanza”, anche se sarebbe più opportuno chiamarlo reddito minimo garantito. Una misura non ad personam, ma che dipende dalle caratteristiche del nucleo familiare.

Il richiedente deve presentare i seguenti requisiti: possedere la cittadinanza italiana o europea o permesso di soggiorno di lungo periodo e residenza in Italia da almeno 10 anni (di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuata).

L’aspetto da tener presente è quello economico del nucleo familiare, il quale deve presentare i seguenti requisiti (entriamo nei tecnicismi): un valore ISEE inferiore a 9.360 euro; un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30.000 euro; un valore del patrimonio mobiliare non superiore a 6.000 euro per il single, incrementato in base al numero dei componenti della famiglia (fino a 10.000 euro), alla presenza di più figli (1.000 euro in più per ogni figlio oltre il secondo) o di componenti con disabilità (5.000 euro in più per ogni componente con disabilità); un valore del reddito familiare inferiore a 6.000 euro annui, moltiplicato per il corrispondente parametro della scala di equivalenza. Quest’ultima soglia è aumentata a 7.560 euro ai fini dell’accesso alla Pensione di cittadinanza, mentre se il nucleo familiare risiede in un’abitazione in affitto, la soglia è elevata a 9.360 euro.

Per accedere alla misura è inoltre necessario che nessun componente del nucleo familiare possieda: autoveicoli immatricolati la prima volta nei 6 mesi antecedenti la richiesta, o autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc oppure motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati la prima volta nei 2 anni antecedenti (sono esclusi gli autoveicoli e i motoveicoli per cui è prevista una agevolazione fiscale in favore delle persone con disabilità); navi e imbarcazioni da diporto ai sensi dell’ art. 3, c.1, D.lgs. 171/2005.

Il Reddito di cittadinanza è compatibile con altri strumento di sostegno al reddito per la disoccupazione involontaria. Molto importante è tener presente che il reddito di cittadinanza non verrà erogato (nei 12 mesi successivi alle dimissioni) ai nuclei familiari che hanno fra loro componenti disoccupati a seguito dimissioni volontarie, fatte salve le dimissioni per giusta causa.

L’importo del reddito di cittadinanza si suddivide in 2 parti, una prima parte integra il reddito familiare fino alla soglia di 6.000 euro (moltiplicati per la scala di equivalenza  o 7.560 euro per la Pensione di cittadinanza). La seconda parte è destinata solo ai nuclei familiari che sono in affitto, incrementa il beneficio di un ammontare annuo pari al canone di locazione fino ad un massimo di 3.360 euro (1.800 euro per la Pensione di cittadinanza). È prevista anche una integrazione per famiglie proprietarie della casa di abitazione, laddove sia stato acceso un mutuo: in questo caso l’integrazione, pari al massimo alla rata del mutuo, non può superare 1.800 euro. Nel complesso, sommate le due componenti, il reddito di cittadinanza non potrà superare i  9.360 euro annui, ossia  780 euro mensili (moltiplicati eventualmente per la scala di equivalenza citata). Il versamento del beneficio decorrerà dal mese successivo alla richiesta e verrà erogato per un periodo continuativo massimo di 18 mesi.

La domanda per il Reddito di cittadinanza può essere presentata telematicamente attraverso questo sito, presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF) o presso gli uffici postali

Il beneficio sarà erogato attraverso un’apposita Carta di pagamento elettronica (Carta Reddito di cittadinanza)  emessa da Poste Italiane. La carta sarà sottoposta a limiti di utilizzo, ovvero consentirà solo gli acquisiti di beni e servizi  di base, limiti ai  prelievi di contanti che dipenderanno dal numero dei componenti il nucleo familiare e bonifici mensile in favore solo dell’eventuale locatore o intermediario che ha concesso il mutuo. Un ulteriore  limite  prevede che  il beneficio deve essere fruito entro il mese successivo a quello di erogazione. L’importo non speso o non prelevato viene sottratto nella mensilità successiva, nei limiti del 20% del beneficio erogato, salvo alcune eccezione previste.Ai beneficiari della Carta saranno estese le agevolazioni relative alle tariffe elettriche e del gas naturale già previste per le famiglie svantaggiate.

Da questa nuova misura di sostegno si decade quando uno dei componenti il nucleo familiare: non effettua la dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro al centro per l’impiego; non sottoscrive il Patto per il lavoro ovvero il Patto per l’inclusione sociale; non partecipa, in assenza di giustificato motivo, alle iniziative di politica attiva; non accetta almeno una delle tre offerte di lavoro congrue che verranno proposte; non comunica l’eventuale variazione della condizione occupazionale;  effettua comunicazioni mendaci non presenta una DSU aggiornata in caso di variazione del nucleo familiare; venga trovato, nel corso delle attività ispettive a svolgere attività di lavoro senza averlo comunicato.  Previste pene fino a 3 anni di reclusione.

Vantaggi, infine, saranno previsti per chi assume percettori del reddito di cittadinanza in forma di esonero contributivo o credito di imposta o formule vantaggiose per stimolare forme di autoimpiego.

Sarà il reddito di cittadinanza la riforma di cui aveva bisogno il paese? Ai posteri l’ardua sentenza

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