non cè lavoro se non cè salute
Attualità Concetti Strategie Territori

VERSO UN’ECONOMIA DECARBONIZZATA… INIZIANDO DA TARANTO

Secondo il rapporto annuale The Unpaid Bill of Carbon pubblicato dalla Health and Environment Alliance di Bruxelles sono circa 23.00 le morti premature attribuibili ogni anno ad emissioni di carbone, oltre 12.000 i casi bronchite cronica, oltre 20.00 i ricoveri ospedalieri, con costi totali stimati per i paesi dell’Unione Europea stimabili in 43 miliardi di euro. A livello nazionale, invece, secondo il rapporto annuale sulla qualità dell’aria dell’Agenzia Europea per l’ambiente E.E.A., si calcola che in Italia sono circa 60.000 i decessi prematuri derivanti da inquinamento atmosferico in generale, il numero più elevato in Europa. A conferma della correlazione tra emissioni di carbone e problemi per la salute, L’Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro IARC ha incluso l’inquinamento atmosferico e il particolato fra le sostanze cancerogene certe per l’uomo. L’esposizione ad inquinamento atmosferico è anche ufficialmente associata ad infertilità, ad alcune patologie per neonati e bambini, al diabete, ad infiammazioni sistematiche, ad obesità, invecchiamento precoce, alzheimer e forme di demenza.

In conclusione non può esserci lavoro se non c’è salute e viceversa. Non si può essere ancora dinanzi alla scelta obbligata di dover scegliere tra il lavoro o la salute. Urge un patto per decarbonizzare il nostro sistema industriale, riconvertendo i vari impianti dall’utilizzo del carbone ad altre fonti meno inquinanti. La vicenda dell’Ilva di Taranto, oltre all’alternativa della chiusura, può rappresentare l’opportunità per avviare il primo intervento di decarbonizzazione necessario per la tutela della salute. In generale non è più accettabile qualsiasi progetto di riqualificazione, piano industriale o attività produttiva che non ponga il superamento dell’utilizzo dei combustibili fossili (in primis il carbone) come obiettivo fondamentale per la tutela della salute negli ambienti di vita e lavoro.

Lascia un commento