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PASQUA: L’INUTILE STRAGE DEGLI INNOCENTI

La Pasqua nasce dalla celebrazione ebraica per ricordare la liberazione dalla schiavitù dall’ Egitto. La parola ebraica Pasqua “esach”  letteralmente significa “passare oltre”, tralasciare, e deriva dal noto racconto dell’ultima piaga delle vicende di Mosè, quando Dio comandò  agli ebrei di sacrificare l’agnello e segnare con il sangue di questo animale le porte delle loro case, permettendo così alla morte di “passare oltre” e di colpire solo le case degli egiziani, compresa quella del faraone. Nella festa della Pasqua ebraica si commemora questo avvenimento banchettando quindi con l’agnello e il pane azzimo.

Per i cristiani, invece, la Pasqua celebra la resurrezione di Cristo, il “passaggio” dalla morte alla “nuova vita”. Con il cristianesimo la Pasqua ha acquisito un nuovo significato, più ampio, di risurrezione oltre che di liberazione: “una nuova alleanza con Dio”, una vita nuova, liberata dal peccato grazie al “sacrificio” di Gesù sulla croce.  Tralasciando tutti i dogmi e gli aspetti teologici, di credenza e non credenza, in sostanza con la passione, Cristo si è immolato per l’uomo, diremmo si è “sacrificato” per gli uomini quasi come se fosse lui un agnello. E di fatto è proprio così, il martirio di Gesù, è una immolazione mistica profetizzata da Giovanni Battista e, settecento anni prima dei fatti, anche da Isaia, comparando il Messia all’agnello da sacrificare. Potremmo definire quello di Gesù come l’ultimo sacrificio necessario di un essere vivente per un Dio!

Eppure la schizofrenia della festività pasquale cristiana vede sulle nostre tavole ancora il sacrificio dell’agnello… la nostra, invece, dovrebbe essere una festa da celebrare a base di pane e vino! Quest’anno per la ricorrenza pasquale circa  900.000 capi di agnello saranno macellati per permettere l’immissione sul mercato di quasi otto milioni di chili di carne, che dopo Pasqua sarà venduta con sconti fino al 50%. Un massacro agghiacciante in quella che dovrebbe essere la festa della vita!

La Pasqua cristiana andrebbe celebrata non solo senza consumare la carne di agnello, ma anche senza consumare carne di qualsiasi altra creatura vivente!

Chissà per quante Pasque ancora ci sarà l’agnello a tavola… facciamo che quella della Pasqua diventi la celebrazione della vita!

 

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