evoluzione per il clima
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CLIMA E AMBIENTE – UNA QUESTIONE DI EVOLUZIONE

Il mese di marzo ha avuto un assoluto protagonista: il clima e di conseguenza l’ambiente. Nei giorni scorsi, centinaia di migliaia di persone, per lo più studenti, sono scese in piazza, in oltre 2000 città in tutto il mondo, per manifestare un cambio di rotta politico ed economico a favore di ambiente e sviluppo sostenibile, lo hanno fatto anche sulla scia delle proteste pacifiche della svedese Greta Thunberg, la ragazzina diventata famosa per le sue manifestazioni a Stoccolma. Nel 2018 la sedicenne decise di non andare più a scuola fino alle elezione del 9 settembre dello stesso anno e si recò ogni giorno dinanzi al parlamento svedese per protestare con un cartello “Sciopero della scuola per il clima”, per spingere la propria nazione a ridurre le emissioni di carbonio. Da allora gli  hashtag, #Klimatstrejka, #ClimateStrike e #FridaysforFuture  hanno cominciato a interessare i media e gli altri studenti ed a creare fenomeni di emulazione in tutto il mondo. Successivamente, durante il Word Economic Forum di Davos, la ragazzina, affetta anche dalla sindrome di Asperger,  di fronte agli uomini più importanti del pianeta si espresse con le seguenti parole “si deve agire come se la propria casa fosse in fiamme”, un modo efficace per dire che bisogna intervenire velocemente, prima che sia troppo tardi per recuperare la propria abitazione. Quello del clima è un tema vasto, che ci vede tutti coinvolti, un argomento inevitabilmente intrecciato anche con le dinamiche dell’inquinamento, delle scelte politiche, del business e della cultura individuale.

La politica deve dettare la retta via, ad esempio la Regione Puglia sarà la prima regione italiana ad adeguarsi alle direttive europee, infatti a partire da questa estate, non sarà più possibile utilizzare la plastica sulle spiagge pugliesi, con ben 2 anni di anticipo rispetto alla scadenza della normativa prevista per il 2021, una scelta per salvaguardare la bellezza e la natura delle coste pugliesi. Ma la Stessa Regione Puglia deve risolvere i suoi problemi legati all’Iva, alle discariche ed alle trivellazioni che danneggiano proprio quei bei mari che si vogliono tutelare. In campo politico occorre avere una visone complessiva del problema dell’inquinamento e del clima, da applicare in tutti i settori e non a spot.

Occorre ripensare la produzione, il commercio, la mobilità, l’alimentazione, ecc., va rivisto tutto il nostro stile di vita nel suo complesso. Il vero nemico del clima, del pianeta, a mio avviso, è la mente umana: la ricerca del business ad ogni costo porta l’uomo a scelte scellerate e pericolose. La vera scommessa umana e politica sarà il passaggio al RIUTILIZZO, l’unica formula che non genera perdita di energia e materia, per dirlo alla Rifkin. Ognuno di noi può pero già da oggi fare la sua parte, ogni piccolo gesto può far la differenza, più di qualsiasi forma di sciopero e di protesta: smaltendo e differenziando correttamente i rifiuti, evitando gli sprechi alimentari e non, riutilizzando prodotti e materiali, utilizzando mezzi pubblici e le proprie gambe per gli spostamenti, acquistando elettrodomestici e accessori a basso consumo. Occorre non un semplice cambiamento, bensì un’evoluzione a partire da se stessi, #evolviamoci.

 

 

 

 

 

 

 

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