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DALLA CAVA DEL SOLE ALLA CAVA DELLA VERGOGNA

Matera è in questi giorni al centro dell’Europa e del mondo, per le strade della città si respira un’aria internazionale, come non mai. Ma mentre si celebra la rinascita della provincia lucana ed una nuova  ed ennesima speranza per un Sud Italia migliore, a pochi km di distanza, nella “famosa” Cava Pontrelli si celebra, invece, il silenzio e l’immobilismo; un’area di 12.000 mq in cui si respira aria di deserto…  Dal 1993, anno della scoperta, oltre 4.000 impronte di dinosauri sono abbandonate alle intemperie. La procedura di esproprio è durata anni, con sfaccettature da romanzare o scrivere sui manuali di giurisprudenza. 26 anni di abbandono che rischiano di rovinare ciò che la natura ha conservato per circa 70 milioni di anni. E questo è anche il Sud, virtuosismi ed eccellenza, ma anche trascuratezza, lassismo e mediocrità. Dei 700.000 visitatori previsti per Matera 2019, ZERO potranno usufruire di questo sito, una perdita enorme in termini culturali ed economici. Eppure “politicamente” parlando, questo territorio, in cui ha sede la cava “della vergogna”, è rappresentata da amministratori da sempre sensibili al caso, con Consiglieri Regionali e Parlamentari di maggioranza… si potrebbe dire che ci sarebbero tutti i presupposti per poter far bene. La speranza è di non dover aspettare un regista di Holliwood per poter far qualcosa e che non lo si faccia quando sarà ormai troppo tardi.

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