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‘O PRESEPIO

Dibattito e polemiche politiche a parte, la nostra tradizione del Natale è legata ai presepi ed ha origini antichissime che risalgono a circa 800 anni fa, quando nel 1223 a Greccio, San Francesco creò “inconsciamente” il primo presepe della storia: nella notte di Natale a Greccio non c’erano ne statue e neppure raffigurazioni, ma si trattava essenzialmente di una celebrazione eucaristica sopra una mangiatoia, tra il bue e l’asinello… un evento essenzialmente liturgico e di fede. Qualche anno più tardi, dopo la morte del Santo, tale avvenimento ispirò la rappresentazione della Natività mediante immagini, rappresentazioni, ossia il presepio in senso moderno con figuranti umani o statuette. L’apice figurativo e rappresentativo fu raggiunto poi nel settecento con l’arte napoletana.

Nella  Murgia, precisamente ad Altamura, territorio storico del Regno di Napoli e dei tumulti rivoluzionari di quel secolo, nelle giornate del 22-23-29-30 dicembre 2018, avremo l’occasione di poter vivere un’esperienza rara: presso il Giardino del noto Santuario della SS. Madonna del Buoncammino, si svolgerà la prima edizione di ‘O Presepio, una sorta di operazione di archeologia storico-culturale, che ha per obiettivo l’individuazione delle culture del passato, le loro stratificazioni e commistioni; un  presepe vivente in abiti settecenteschi, che si rifà alla tradizione del presepe napoletano. A creare l’evento, finalizzato ad approfondire  la storia dell’arte presepiale, l’Associazione Algramà e l’Associazione SS. Madonna del Buoncammino, condiviso da Molino d’Arte .

L’Avv. Gianni Moramarco, tra i promotori e fondatori di Algramà, non nuovo a questo genere di esperienze artistiche e culturali nel territorio murgiano, ci racconta che l’arte napoletana settecentesca pone definitivamente termine alla concezione francescana del presepio, tutta incentrata sulla “Grotta della Natività”, discostandosi dal suo significato strettamente ed esclusivamente religioso e diventando patrimonio della cultura popolare come uno strumento anche descrittivo, rappresentativo e identificativo. La proposta di ’O Presepio consente di ricostruire ed individuare la filologia dei presepi contemporanei, nonché delle tradizioni: la grande spiritualità della Natività assieme ad una rappresentazione ironica, rappresentativa e realistica della vita quotidiana. Il paradosso è che i vari presepi di oggi, con un impianto in stile francescano, risultano indirettamente condizionati dalla cultura presepiale settecentesca. Il presepe napoletano conta circa una settantina di personaggi, tutti con una valenza simbolica: il pastore dormiente è un chiaro riferimento a quanto affermato nelle Sacre Scritture: «E gli angeli diedero l’annunzio ai pastori dormienti», ma  il pastorello che dorme, nella tradizione napoletana, è anche colui che sogna il presepe, quindi guai a svegliarlo o il presepe sparirebbe. Altro personaggio presente è CicciBacco, che si rappresenta con un fiasco di vino in mano; il vino e il pane saranno i doni con i quali Gesù istituirà l’eucarestia, diffondendo il messaggio di morte e resurrezione, ma questo personaggio è anche retaggio delle antiche divinità pagane rifacendosi al Dio del vino. Il pescatore è simbolicamente il pescatore di anime, ma il pesce fu anche il primo simbolo dei cristiani perseguitati dall’Impero Romano. Le zingare con vestiti appariscenti e colorati, hanno spesso nei loro cesti attrezzi di ferro che rappresentano i chiodi della croce e il dramma di Cristo. I vari “personaggi a lavoro” simboleggiano, come in un’istantanea, i principali commerci, i mestieri ed al contempo i vari mesi dell’anno, ad esempio: la donna che vende ciliege rappresenta il mese di maggio, il venditore di cocomeri impersona il mese di agosto, il contadino che semina rappresenta settembre, il venditore di castagne invece raffigura novembre, ecc. I Re Magi ripercorrono il viaggio notturno della stella cometa che si congiunge con la nascita del nuovo “sole-bambino”, infatti, i sapienti partirono da Oriente, ossia dal punto di partenza del sole. Gli stessi erano rappresentati in groppa a tre diversi animali, il cavallo, il dromedario e l’elefante che raffigurano rispettivamente l’allora mondo conosciuto, ossia l’Europa, l’Africa e l’Asia. Anche gli elementi apparentemente decorativi hanno un loro significato: l’acqua  è un simbolo presente in tutte le mitologie legate alla morte e alla nascita divina, nel caso della religione cristiana, essa richiama anche al battesimo, ma allo stesso tempo anche ad Acheronte ed al fiume degli inferi su cui vengono traghettati i dannati. Infine la presenza di elementi decorativi come colonne o archi classici romani nel presepe rievocano indirettamente le scoperte archeologiche di Pompei e Ercolano di quegli anni…  ci sarebbe tanto altro da dire.

Quindi, ’O Presepio si candida, per adesso, attraverso una piccola rappresentazione, a rivestire una valenza culturale, oltre che religiosa. E’ il risultato di studi dei più bei presepi napoletani ambientati nel periodo della rivoluzione, prestando attenzione ad abiti, armonie, strutture, personaggi e dettagli che renderanno possibile questo salto nel passato. In occasioni delle rappresentazioni  ci saranno anche concerti all’interno della cappella del Santuario della SS Madonna del Buoncammino ed in linea con la mission di Algramà  (realtà che punta  a valorizzare la Murgia “tutta”, oltre i confini territoriali, locali e mentali) saranno ospitati gruppi ed artisti provenienti dalle città di Matera, Gravina in Puglia e Santeramo in Colle. La stessa location dell’evento non è casuale, infatti la prima icona della SS. Madonna del Buoncammino risale anche alla seconda metà del ‘700.

Sarà un Presepe Vivente di tipo “sperimentale”, non particolarmente grande, in prospettiva anche di “Murgia oltre il 2019”, allorquando si rappresenteranno i fermenti e gli eventi del settecento per trarne spunti nell’attualità e dare vita a numerose iniziative. 

Per maggiori informazioni ed approfondimenti potete visitare la pagina ufficiale di Algramà cliccando qui o la relativa pagina facebook.

Buona Natività, Buon Natale!

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