il problema dello smaltimento dei rifiuti
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POLITICHE DEL PASSATO: INCENERITORI E TERMOVALORIZZATORI

Quello della gestione e dello smaltimento dei rifiuti è ormai un enorme problema globale. Un tema caldo, attualmente presente sul tavolo del governo, è quello degli inceneritori.

Tuttavia è necessaria una premessa, bisogna distinguere gli inceneritori dai termovalorizzatori. I primi sono impianti che smaltiscono i rifiuti incenerendoli e richiedono a monte una selezione ed a volte anche un trattamento degli stessi, per evitare che il processo di distruzione generi fumi particolarmente tossici. I secondi rappresentano l’evoluzione del precedente tipo di impianti, si tratta di tecnologie per lo smaltimento di rifiuti che, oltre a bruciarli, sfruttano il calore di questo processo per generare energia elettrica, con un rendimento però non altissimo, si attesta sul 30% circa (fonte ilfattoquotidiano.it).

A titolo informativo, in Europa sono attivi circa 354 impianti  di termovalorizzazione/incenerimento in 18 nazioni (fonte lapresse), in Italia la maggior parte degli impianti sono installati nel Nord del paese. Bisogna però sottolineare che bruciare i rifiuti ha un risvolto pericolosissimo per la salute umana, perché il processo di combustione immette nell’aria nano-polveri il cui impatto è decisamente negativo per l’uomo e la natura. Fonti non istituzionali correlazionano addirittura la presenza di inceneritori/termovalorizzatori con l’aumento di alcune patologie nei territori dove sorgono questi impianti.

A livello politico europeo, la combustione dei rifiuti è al penultimo posto in ordine di priorità come metodo di gestione, l’ordine prioritario è il seguente: 1 prevenzione (promuovere ad esempio politiche per ridurre gli imballaggi), 2 riutilizzo, 3 riciclaggio (recupero della materia prima), 4 recupero per altri scopi (come quello energetico) e ultimo 5 lo smaltimento (fonte ENEA).

Promuovere quindi forme di gestione di rifiuti con combustione (che siano inceneritori o termovalorizzatori) significa promuovere una forma politica che guarda al passato, non in linea con i nuovi indirizzi politici europei e potenzialmente dannosa per l’uomo e la natura.

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