verso nuovi percorsi umani
Concetti Strategie

L’ENERGIA, LA FORZA PRIMARIA DELLA CULTURA UMANA

Un microblog che ha come obiettivo quello di  scrivere e raccontare una “società felice” non può non prendere in considerazione gli aspetti collegati alle fonti energetiche. Per molti storici, economisti, sociologi e antropologi l’energia produttiva è la forza fondamentale, ossia il mezzo su cui tutta la cultura umana, la società si costruisce. La storia dell’uomo può essere considerata come un lento aumento del flusso di energia che a sua volta genera un aumento della complessità delle istituzioni sociali. Per dirla in breve, Il grado di civilizzazione di ogni epoca può essere considerato in base alla capacità che hanno avuto i popoli di sfruttare energia per soddisfare i propri bisogni. La stessa semplice ascesa e caduta di civiltà può essere compresa meglio con i fenomeni collegati sempre alle fonti energetiche.

Quando l’uomo era un semplice cacciatore, il primo generatore di potenza è stato il suo stesso corpo e la società in cui viveva era di tipo familiare o al massimo costituita in tribù. Quando poi l’uomo ha iniziato ad essere un pastore-agricoltore, sono nate le piccole comunità che poi furono lentamente sostituite da nuove entità più complesse che oggi chiameremmo Stati. L’uomo ha cosi tratto energia dalla forza generata da altri uomini sottomessi, gli schiavi.

Non è un caso quindi che le grandi civiltà, i grandi imperi, le città stato, si svilupparono con l’avvento della coltivazione e della schiavitù. Indirettamente i grandi imperi necessitavano di grandi opere pubbliche tra i quali: sistemi di irrigazione dei campi per l’agricoltura, strade per collegare i vari siti, magazzini, ecc.. Grazie al surplus energetico per molti membri della società è stato possibile liberare del tempo per dedicarsi allo studio, alla burocrazia, ma anche all’arte della guerra per conquistare terre e nuovi schiavi e difendere i confini. Per mantenere in piedi la struttura sociale vennero creati i tributi, per legittimare il potere vennero creati luoghi sacri. E’ così che la storia dell’uomo è andata avanti. Ad esempio lo stesso crollo dell’Impero Romano può essere interpretato come un’incapacità di generare nuova energia in quanto tutto ciò che si poteva conquistare era stato conquistato, tutto ciò che si poteva sfruttare in termini agricoli era stato sfruttato, un bellissimo libro di J. Rifkin “Economia all’Idrogeno” lo spiega benissimo.

Con le innovazioni dell’anno 1000, vedi l’aratro e lo sfruttamento della forza animale, l’uomo è tornato a creare nuovo surplus energetico, che a sua volta ha scatenato nuovi processi sociali e culturali che hanno portato l’Umanesimo prima e al Rinascimento dopo.

Il balzo in avanti, verso una società più vicino all’attuale, è avvenuto con la prima rivoluzione industriale, con lo sfruttamento dell’energia generata dal carbone. Nasce quindi la società moderna ed il movimento culturale dell’Illuminismo che ben sapete cosa ha comportato in termini economici, sociali e politici.

La nostra generazione si può considerare come figlia dello sfruttamento dei combustibili fossili, in particolar modo del petrolio. Il riscaldamento, le nostre industrie, le nostre comunicazioni, i nostri farmaci, i nostri mezzi di trasporto, i nostri alimenti, i nostri abiti, sono tutti condizionati dalle vicende legate ai combustibili fossili. I conflitti globali che generano morte e immigrazione hanno risvolti che dipendono ancora oggi, in maniera implicita, dal controllo di queste fonti energetiche.

Carbone, gas e petrolio sono tuttavia fonti in esaurimento, oggi ci troviamo in una fase di transizione nuova che ci porta inevitabilmente verso un nuovo tipo di società basata sulla condivisione, sulla democratizzazione energetica, sull’economia dello sharing. Non è un caso che lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili, come l’eolico e il fotovoltaico, che consistono sostanzialmente nell’autoproduzione e immissione di energia in rete influisce parallelamente sulle forme di mobilità compartecipate (carsharing – bikesharing). Le stesse forme di comunicazioni non sono più solamente dirette e unidirezionali come quelle dei mass media classici, in cui un utente recepisce passivamente le informazioni, ma si sono evolute in forme di network sociali in cui ognuno è autoproduttore di contenuti multimediali.

La stessa gestione della cosa pubblica, la politica, le istituzioni, hanno subito e stanno subendo questi cambiamenti: siamo passati dagli Imperatori, ai Re, ai Parlamenti, chissà se anche esse si evolveranno in un format compartecipato a livello legislativo… forme simili istituzionali già esistono come ad esempio il referendum, ma il percorso della storia umana potrebbe portare, grazie alla tecnologia e alla rivoluzione energetica in atto, a qualcosa di inedito!

La gestione e l’evoluzione dei nuovi modelli energetici in atto rappresentano quindi delle sfide fondamentali per creare forme di redistribuzione di potere e ricchezza che investirà tutti noi ed il futuro della specie umana, sperando che si evitino i pericoli che deviano da una transizione equa.

 

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