l'esempio della vitamina D
Attualità Concetti

SCELTE PER LA SALUTE

Il nostro modello economico ci induce a vivere una vita sempre meno a contatto con la natura e con ritmi frenetici: usciamo di casa, andiamo a lavoro, guidiamo le nostre auto, frequentiamo palestre, ristoranti, pizzerie, cinema, ecc., facciamo tutto questo velocemente e ignari del fatto che molto spesso il mondo che viviamo è delimitato da 4 mura. Se ci pensiamo bene pranziamo e ceniamo in casa, in mense o ristoranti (soprattutto in inverno questi non sono luoghi all’aperto). La radioattività naturale negli ambienti chiusi rappresenta, inoltre, la principale fonte di esposizione degli esseri umani alle radiazioni ionizzanti. Il radon (gas radioattivo) e i suoi prodotti di decadimento contribuiscono a questa esposizione per oltre il 50%. Gran parte dei lavoratori svolge le sue mansioni in uffici o capannoni (luoghi chiusi) ed i nostri spostamenti avvengono per lo più in auto o in mezzi pubblici (in media minimo un ora e mezza al giorno). I bambini ed i ragazzi frequentano lezioni in scuole e/o università ed il tempo libero viene vissuto spesso in palestre, cinema o davanti ad un pc, ecc.. Anche quando siamo all’aperto, soprattutto nelle grandi città, la costruzione di palazzi sempre più alti non favorisce il passaggio dei raggi solari e la scarsa qualità dell’aria dovuta all’inquinamento non è per noi un benefit, anzi. Tutto questo può incidere negativamente sulla nostra salute, soprattutto se il nostro stile di vita non è supportato anche da una corretta alimentazione. Ad esempio noti e recenti studi hanno dimostrato che una premessa per lo sviluppo di patologie tumorali è legato anche ad un basso livello di vitamina D, non è un quindi un caso che nelle prescrizioni mediche in generale siano sempre più presenti farmaci a base di questa vitamina. Avendo personalmente vissuto sulla mia pelle una problematica tumorale a marzo 2018, ho fatto un test su me stesso: con mio stupore ho scoperto che effettivamente anche le mie analisi del sangue presentavano un livello insufficiente di vitamina D, come dimostrato dai valori sottostanti.

La vitamina D è una vitamina molto particolare che si sviluppa con l’alimentazione, ma anche con l’esposizione ai raggi solari, pertanto ho seguito le indicazioni che naturalmente consentono all’organismo umano di accrescerne il livello: favorito dalla bella stagione, ho incrementato le ore settimanali di esposizione al sole, praticando sport all’aria aperta la mattina presto o nel tardo pomeriggio al tramonto. A livello alimentare ho aumentato i consumi di pesce (salmone, tonno, merluzzo, gamberi), uova, funghi e qualche derivato del latte, in dosi limitate, come il formaggio.  Molti di questi alimenti erano già presenti nella mia dieta, ho quindi prestato attenzione alle quantità settimanali assunte di questi cibi.   

Mantenendo questo stile sportivo e alimentare per poco più di un trimestre, alle successive analisi ho avuto un ottimo riscontro, il mio livello di vitamina D presente nel sangue è tornato a livelli normali, 38 ng/ml.

La conclusione è semplice, la frenesia della nostra vita quotidiana e dell’attuale modello economico non deve farci dimenticare che l’uomo è parte della natura. Inconsapevolmente non ci accorgiamo che i nostri momenti quotidiani si svolgono lontano da quelle che sono le fonti essenziali della vita stessa, il sole e l’ossigeno. La nostra vita dipende dalla qualità dell’aria che respiriamo, da una corretta esposizione al sole, dalla qualità dei cibi che mangiamo, da una dieta sana e molto altro ancora. Anche a livello economico possiamo mettere in pratica azioni che incidono positivamente sulla natura e sulla nostra salute: ogni giorno con i nostri consumi possiamo indirizzare modi e stili di produzione, decidere dove e come impiegare il nostro tempo. Possiamo premiare con i nostri acquisti quelle aziende, quelle realtà economiche che fanno della ecosostenibilità e del basso impatto ambientale il loro punto di forza; il nostro tempo libero può essere impiegato in attività all’aperto; possiamo decidere se fare un km in più in bici o a piedi e un km in meno in auto o in metro. Possiamo quindi affermare che la qualità della nostra salute e del nostro futuro dipende anche dalle nostre scelte in termini di consumatori consapevoli.

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